Qualche giorno fa stavo navigando sul sito web di un noto marchio di abbigliamento e accessori, al quale farò riferimento come BrandX. Nel catalogo del marchio sono presenti t-shirt, felpe, giacche, pantaloni, scarpe, occhiali da sole e altri articoli. I prezzi delle t-shirt variano da 300 a 500 euro, mentre le felpe vanno dai 600 ai 1.000 euro e le giacche costano ancora di più. Dopo aver esplorato il sito di BrandX, mi sono detto: “Non comprerei nulla di tutto questo, neppure ad un decimo del prezzo”.
Successivamente, ho effettuato una breve ricerca online e ho scoperto che l’azienda ha registrato un fatturato costantemente superiore ai 300 milioni di euro negli ultimi anni, con margini molto elevati.
Incrociando alcuni dati e facendo calcoli approssimativi, ho ipotizzato che, considerando un prezzo medio di circa 400 euro per ogni prodotto (al netto di sconti, vendite outlet, saldi di fine stagione, ecc.), il numero totale di prodotti venduti in un anno potrebbe essere di circa 750.000. Presumendo che la media di prodotti acquistati per cliente sia di 1,5 all’anno, BrandX è scelta ogni anno da circa 500.000 clienti.
Proseguendo con le mie riflessioni, ho cercato di calcolare la percentuale di persone rispetto alla popolazione mondiale che acquista prodotti BrandX ogni anno. Considerando che nel mondo siamo circa 8 miliardi di persone, i clienti di BrandX rappresentano lo 0,0062% del totale. Va da sé che il 99,9938% della popolazione mondiale non è cliente di BrandX.
Perché la stragrande maggioranza delle persone non è cliente di BrandX? Ciò può essere attribuito al fatto che molte persone non sono a conoscenza dell’esistenza dei prodotti dell’azienda, mentre altri la conoscono ma non possono permettersi prezzi così elevati; altri ancora, infine, conoscono il marchio, si potrebbero permettere di comprare felpe magliette a tutto il resto, ma queste non sono di loro gusto. Fra questi alcuni certamente diranno che i prodotti di BrandX “fanno pena” o che “i prezzi sono folli”.

BrandX vende i suoi prodotti soltanto al 0,0062% della popolazione mondiale, ma nonostante ciò è un’azienda di successo con ricavi elevati e margini invidiabili per la maggior parte delle aziende di ogni dimensione e latitudine.
La riflessione che ne deriva è la seguente: non si può piacere a tutti, ma è essenziale avere un numero sufficientemente ampio di persone che apprezza ciò che facciamo. Che tu sia un venditore di scarpe, biciclette o bottoni, uno scrittore, un musicista, un pittore o che tu gestisca un blog di economia e finanza, se riuscirai a soddisfare il gusto dello 0,1% della popolazione, avrai comunque un notevole successo. Anche se il restante 99,9% non ti conoscerà e magari parte di esso ti disprezzerà, potrai comunque essere soddisfatto.

A volte, quando il nostro lavoro non viene apprezzato, ci scoraggiamo e vorremmo abbandonare tutto, ricordiamoci sempre che non si può piacere a tutti.

La storia di Joanne Rowling

Vorrei condividere la storia della scrittrice inglese Joanne Rowling, più nota con lo pseudonimo di J.K. Rowling, che alcuni di voi conosceranno.
In un periodo di grande difficoltà economica, la Rowling propose il suo libro a 12 case editrici britanniche, che lo ritennero non adatto alla pubblicazione. Fortunatamente J.K. Rowling ed il suo agente non si persero d’animo ed al tredicesimo tentativo Bloomsbury, un editore indipendente relativamente piccolo, accettò di pubblicare il libro. Si trattava di “Harry Potter e la pietra filosofale“, che ebbe un grandissimo successo e fu il punto di partenza di una delle più fortunate saghe letterarie della storia dell’editoria, con circa 500 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Grazie ad Harry Potter, Bloomsbury divenne una grande casa editrice e J.K. Rowling, con i proventi dei libri e i diritti dei film tratti da essi, diventò la prima scrittrice ad accumulare un patrimonio superiore al miliardo di dollari.

Nel caso di J.K. Rowling e Harry Potter, la percentuale di persone che ha letto i libri e guardato i film è superiore al numero dei clienti di BranX e anche allo 0,1% menzionato in precedenza, ma il concetto rimane lo stesso: non si può piacere a tutti.
Non tutti vorranno essere nostri clienti, lettori o ascoltatori, non tutti decideranno che il nostro lavoro meriterà di essere pubblicato. Sarà sufficiente trovare una piccola quota di persone che ci apprezza e ci sceglie, e il nostro lavoro sarà un successo.

Scopri i 50 romanzi consigliati da Ugoz