Oggi parliamo di abitudini e di cosiddetti output
In un articolo precedente abbiamo definito quali caratteristiche devono avere i nostri obiettivi.
Abbiamo spiegato che un obiettivo deve essere SMART: specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante, misurabile nel tempo.
Abbiamo in questo modo fatto una distinzione fra generiche, sia pur legittime, “ambizioni” (vorrei dimagrire) e obiettivi ben definiti (vorrei perdere 4 chili entro il 30 giugno).

Le abitudini invece sono quelle azioni deliberate e ripetute e sono lo strumento per realizzare i nostri obiettivi. Proprio così: una volta definiti degli obiettivi dobbiamo mettere in atto delle azioni ripetute per realizzarli.

C’è però una zona grigia che potrebbe rientrare sia nell’ambito degli obiettivi ma anche delle abitudini. Vi farò qualche esempio:
Vorrei che Ugoz raggiungesse le 500.000 visite in 30 giorni entro la fine del 2024. Senz’altro questo è un obiettivo SMART (qualche dubbio sul fatto che sia raggiungibile 🙂 ).
Un altro esempio: vorrei pubblicare 2 contenuti di qualità su Ugoz ogni settimana. Questo è’ un obiettivo o un’abitudine? Ha tutti i requisiti dell’obiettivo ma può sembrare anche un’abitudine perché ha tutta l’aria di essere un’azione ripetuta con regolarità. Tuttavia, per me questo rimane un obiettivo: la realizzazione del risultato è in parte incerta perché non sono in grado di sapere quanto tempo mi servirà per scrivere ogni contenuto. Posso affermare che si tratta di una sorta di sotto-obiettivo finalizzato a realizzarne uno più importante di medio periodo (quello delle 500.000 mila visite in 30 giorni).

Dunque, quale potrebbe essere l’abitudine finalizzata alla realizzazione di questo obiettivo?
Eccola: voglio dedicare alla scrittura dei contenuti di Ugoz almeno 50 minuti ogni giorno lavorativo.
Si tratta di un’azione deliberata e sotto il mio controllo: non sono in grado di sapere quali risultati porterà questa abitudine, se sarà sufficiente per pubblicare 2 contenuti a settimana e, men che meno, se riuscirò a raggiungere le 500mila visite mensili. Se però mi impegnerò, sono sicuro di riuscire a dedicare la quantità do tempo che ho stabilito ogni giorno per quell’attività. Si tratta di un cosiddetto output(azione che pongo in essere per realizzare un obiettivo), che si contrappone all’outcome (risultato che intendo raggiungere, ossia l’obiettivo stesso).

Abitudini e obiettivi: output a 30 giorni e azioni quotidiane

Per misurare la mia capacità porre in essere gli output sono solito partire definendo dei target a 30 giorni. Ecco quali sono:

  1. Voglio lavorare focalizzato per almeno 100 ore ogni 30 giorni
  2. Voglio allenarmi per almeno 5 ore ogni 30 giorni.

Aggiungo un altro target, a 365 giorni:

3. Voglio leggere almeno 30 libri all’anno.

Per realizzare un output a 30 giorni occorrono però azioni quotidiane, e per questo ho stabilito dei “target minimi” giornalieri collegati a quelli a 30 (e 365) giorni:

  1. Voglio lavorare focalizzato per almeno 2 ore per giorno lavorativo.
  2. Voglio allenarmi per almeno 5 minuti 5 giorni alla settimana.
  3. Voglio leggere almeno 5 pagine al giorno.

Non serve un genio dei numeri per capire che limitandomi a centrare questi target minimi giornalieri non sarei in grado di realizzare quelli a 30 giorni: i giorni lavorativi in 30 giorni sono in media, fra sabati, domeniche e feste comandate, circa 20. Se lavorassi 2 ore al giorno per venti giorni arriverei a 40 ore, ben al di sotto dell’obiettivo delle 100 ore. Ricordiamoci però che si tratta di obiettivi minimi, sotto i quali non bisogna scendere, salvo eventi eccezionali, ma che si possono e si devono superare il più spesso possibile. Se gli impegni e le forze me lo consentiranno, nella maggior parte dei giorni potrò dedicare 3-4-5 e più ore al lavoro focalizzato, raggiungendo così il target di 100 ore in 30 giorni.

Stesso discorso vale per l’allenamento: 5 minuti per 5 giorni equivalgono a 25 minuti alla settimana. Per raggiungere il (non troppo ambizioso) obiettivo di 5 ore di allenamento in 30 giorni dovrei dedicare almeno 70 minuti alla settimana. Anche qui, però, i 5 minuti per 5 giorni sono l’obiettivo minimo: di solito, quando inizio ad allenarmi non lo faccio per solo 5 minuti ma arrivo a 10 o 15. 5 minuti sono proprio il minimo nei giorni in cui la voglia e le forze sono poche. Ci saranno giorni in cui andrò a correre e allora dedicherò almeno 30 minuti in un giorno. Se nell’arco di 30 giorni riuscirò a rispettare i miei obiettivi minimi, centrerò anche l’obiettivo a 30 giorni.

Infine, l’obiettivo di leggere almeno 5 pagine al giorno non è sufficiente per centrare quello di leggere almeno 30 libri in 365 giorni: se assumiamo che un libro è lungo in media 250 pagine (in giro si dice così), per leggere 30 libri in un anno bisogna leggerne in media 2,5 ogni 30 giorni, che significa 625 pagine, che corrispondono a circa 21 pagine al giorno. Eppure, anche in questo caso, se rispetterò con costanza l’abitudine quotidiana di leggere almeno 5 pagine, finirò sempre con il centrare ampiamente l’obiettivo dei 30 libri in 365 giorni. Nei giorni in cui avrò poco tempo o sarò particolarmente stanco, mi limiterò a leggere 5 pagine ma la maggior parte delle volte, arrivato a 5 pagine, proseguirò fino a 6-7, 10-15 pagine. Nei giorni in cui avrò più tempo o sarò meno stanco leggerò 20-30 pagine, e in altri giorni, soprattutto nel fine settimana, leggerò 50-60 e talvolta oltre 100 pagine. Il risultato è che leggerò senza problemi almeno 30 libri in 365 giorni (arrivando spesso in prossimità dei 40).

In conclusione: rispettare sempre gli obiettivi minimi mi consente di centrare gli obiettivi di medio e lungo periodo.